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150 anni fa: 7 marzo 1865. La posa della prima pietra della Galleria Vittorio Emanuele II

Dove è oggi l'Ottagono della Galleria, 150 anni fa, e precisamente il 7 marzo 1865, ebbe luogo la cerimonia della posa della prima pietra alla presenza del Re, Sua Maestà Vittorio Emanuele II, a cui la grandiosa opera era stata dedicata.

A quella data erano già state effettuate le prime demolizioni degli stabili insistenti sull’area destinata alla Galleria, così che Mengoni poté ricavare e allestire, in quanto restava del dedalo di viuzze tra l'ormai scomparsa via dei Due Muri e piazza della Scala, uno spazio rappresentativo per questo importante atto simbolico. In particolare, fu realizzato uno scavo e un percorso rettilineo che partiva da piazza della Scala e terminava in un ampio varco a forma ottagonale per lo svolgimento della cerimonia.

Furono costruiti per gli invitati palchi a quattro ordini di scalinate, disposti attorno a un arco scenografico di fondo e al padiglione a baldacchino destinato al Re. Da qui, una scalinata raggiungeva la “fossa” al centro dell’Ottagono, dove sarebbe stata collocata la pietra, “iniziatrice dei lavori”. La cerimonia seguì un rituale preciso, stabilito dallo stesso architetto in accordo con la municipalità, ampiamente riportato dalle cronache dell’epoca.

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  1. Fotografo non identificato, Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Stato dei lavori al 1 maggio 1865 (con le demolizioni verso piazza alla Scala), nell’area utilizzata per la cerimonia della posa della prima pietra, Milano, 1 maggio 1865. Milano, Civico Archivio Fotografico, inv. Albo G 107/3.

La prima pietra era, sostanzialmente, un masso di granito con un incavo dove porre una cassetta in piombo contenente alcuni disegni della Galleria, l'atto della cerimonia firmato dal Re, dai capi della Società inglese assuntrice dei lavori e dall'architetto Mengoni, nonché, come si legge nei documenti, "diverse monete d'oro, d'argento e di rame portanti l'augusta effige di Sua Maestà Vittorio Emanuele Secondo Re d'Italia". Dopo il discorso del sindaco Antonio Beretta, il Re procedette a sigillare il coperchio della cassetta con una lastra in marmo di Carrara, sulla cui faccia esterna era scolpita “in caratteri rossi” un'iscrizione recante i nomi dei più importanti convenuti (della quale resta copia nell’Archivio Storico Civico). Seguì poi la cerimonia religiosa officiata da Don Giulio Ratti nella chiesa di San Fedele.

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  1. Testo dell’iscrizione scolpita a caratteri rossi sul coperchio in marmo della prima pietra. Archivio Storico Civico Biblioteca Trivulziana. P.R. c. 1382 f. 3

Molta la folla, numerosissimi gli intervenuti: rappresentanti del Comune di Milano, della società costruttrice, autorità governative e cittadine. “La gente accorreva, accorrevano le rappresentanze", si legge infatti sui giornali, nonostante il tempo fosse “orribile” con pioggia e neve a larghe falde. Ne resta traccia nelle fotografie che mostrano una giornata plumbea, gli spalti non molto affollati oppure popolati di parapioggia, così come il bel quadro di Domenico Induno, dipinto nel 1867 e presentato all’Esposizione Universale di Parigi dello stesso anno che, nei dettagli di sedie rovesciate, di ombrelli aperti e assembramenti di persone, rende la vivacità della situazione, al di là dei cerimoniali di rito.

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  1. Domenico Induno, Posa della prima pietra della Galleria di Milano il 7 marzo 1865, olio su tela, 1865 Milano, Museo di Milano