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Ponteggi in Galleria

LA COSTRUZIONE

La storia della Galleria è anche la storia di una grande impresa di costruzione. Poco tempo, non molti soldi, grandi ambizioni nel lontano 1865. Interessante sfogliare le numerose foto d’archivio, tra cui spicca l’immagine del grande ponteggio posto al centro dell'Ottagono per la costruzione della cupola, il primo ponteggio mobile della Galleria montato su un sistema di ruote che scorrono su guide di legno.

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  1. Deroche & Heyland, Costruzione della cupola della Galleria Vittorio Emanuele II, febbraio-maggio 1867 Milano, Civico Archivio Fotografico, inv. Albo G 107/33

  2. Deroche & Heyland, Impalcatura mobile per la costruzione della cupola della Galleria Vittorio Emanuele II, marzo-maggio 1867. Milano, Civico Archivio Fotografico, inv. Albo G 107/39

I RESTAURI

La Galleria è un manufatto ai limiti delle possibilità tecnologiche del suo tempo e perciò molto complesso. Le lastre di vetro utilizzate sono fragili, l’apparato decorativo deperibile. La manutenzione è, se non obbligatoriamente continua come quella del vicino Duomo, molto frequente. I dibattiti sono all’ordine del giorno. Il monumento è spesso sottoposto a opere di manutenzione ordinaria e straordinaria.
Numerose foto d’archivio mostrano gli interventi del passato.
In una serata invernale degli anni ’80, la Galleria ha le facciate completamente nascoste da impalcature.

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  1. Piazza Duomo, Opere provvisionali di rinforzo della Galleria Vittorio Emanuele II, Gennaio 1962, foto: Publifoto

  2. Lavori di rinforzo della Galleria VIttorio Emanuele II a causa dell'apertura della metropolitana - interno.Corriere della Sera

IL PORTALE

La conoscenza degli interventi del passato, la volontà di preservare la piena fruibilità degli accessi commerciali, la necessità di garantire sicurezza e il bisogno di ottimizzare i tempi di realizzazione, hanno imposto una riflessione alla ricerca di una soluzione “creativa”.
Il desiderio era ambizioso: realizzare un restauro senza impalcature. Il modo classico di farlo, ovvero muoversi con piattaforme capaci di muoversi in altezza, è risultato subito non perseguibile, visto lo sviluppo verticale considerevole da coprire (oltre 40 metri) e la delicatezza del pavimento.
Di fronte all’apparente impossibilità, la volontà si è rafforzata, animata dalla consapevolezza che non si poteva “impacchettare” la Galleria per un anno.
L’idea è nata dall'estro creativo di un’impresa che ha trasformato in “macchina” poco più di un sogno: “non bisogna smontare le tende, ostruire gli ingressi dei negozi, montare le impalcature per troppo tempo, insomma bisogna restaurare la Galleria volando”.
L’ “impalcatura volante” quindi, o portale semovente, è l’ingegnerizzazione di questo approccio e di questi obiettivi. Un piano di lavoro che sposta l’ingombro dei ponteggi sopra le teste dei passanti e sopra le vetrine, appoggiandosi a terra con otto elementi puntuali dall’ingombro minimo e che si sviluppa per soli 15 metri, spostandosi alla fine di ciascuna fase di lavoro. Il portale avanza e lascia dietro di sé le facciate pulite.

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  1. Le grandi ruote che si muovono Copyright© Impresa Percassi (Matteo Zanardi - Officina della Comunicazione)

  2. Visione frontale del portale

  3. Suggestiva vista del Portale Copyright© Impresa Percassi (Matteo Zanardi - Officina della Comunicazione)



L’idea è diventata manufatto dopo il rilievo approfondito delle geometrie della Galleria e l’analisi dei carichi del solaio di piano terra. La Galleria costruita intorno al 1860, in gran rapidità, è un manufatto quasi perfetto, con 3 millimetri di tolleranza da cima a fondo del suo braccio più lungo. 
E’ possibile percorrerla tutta con una macchina di grandi dimensioni, una sorta di “navicella” che ospita i restauratori, protegge i passanti, garantisce i commercianti.

LE ESIGENZE

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SALVAGUARDIA UTENZA


Il portale semovente garantisce una completa permeabilità di passaggio attraverso la Galleria e verso l’ingresso dei negozi, preserva la vista prospettica della Galleria nel suo insieme e non ostruisce la visibilità delle vetrine.
Gli spostamenti sono organizzati in orario notturno in modo da non causare alcun disagio ai visitatori.


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RISPETTO DELLE ATTIVITA’ COMMERCIALI

Il portale semovente rispetta le attività di ristorazione permettendo il mantenimento dei dehor.


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CONTENIMENTO DELLE TEMPISTICHE

Il portale consente di ampliare i tempi destinati al lavoro di restauro comprimendo la logistica. La struttura è stata montata in una settimana sul lato di Piazza della Scala e grazie a un sistema di ruote su binari e martinetti, si è spostata lungo tutta la navata principale a moduli di tre campate a volta fino a raggiungere, a dicembre, piazza del Duomo. In meno di una settimana, viene smontato e rimontato su via Silvio Pellico, per coprire in 4 mesi il lato corto della Galleria. Spettacolari le due movimentazioni attraverso l'Ottagono.


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PRESERVAZIONE DELLA PAVIMENTAZIONE STORICA


Il progetto del portale è stato sviluppato tenendo conto della delicatezza del pavimento. I binari corrono lungo la porzione di pavimentazione più
solida evitando i rosoni in vetro. 


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RIDUZIONE DELLE ATTIVITA’ DI CANTIERE


Il portale è stato montato in orario notturno con occupazioni di suolo temporanee. Dapprima è stata installata la struttura in carpenteria metallica su ruote, poi sono stati montati i ponteggi soprastanti a coprire i due fronti delle facciate da restaurare. Infine, sono stati installati i teli su misura per sigillare i ponteggi su tutti i lati.


L’ISPIRAZIONE

Il progetto del portale semovente, pensato per il restauro della Galleria Vittorio Emanuele II, prende spunto da riferimenti della storia dell’architettura. La mente dei progettisti corre subito a una delle imprese di ingegneria e architettura più famose della storia, la costruzione della cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, per il quale Brunelleschi fu a un tempo architetto, ingegnere e capomastro. Nei primi schizzi del portale, affiora la memoria delle saette a terra per scaricare i carichi del ponteggio del celebre disegno ipotizzato a posteriori da Giovan Battista Nelli e conservato al Museo degli Uffizi.

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  1. Ponteggio per la decorazione delle volte da Castelli, e ponti di maestro Niccola Zabaglia con alcune ingegnose pratiche, e con la descrizione del trasporto dell'obelisco vaticano, e di altri del cavaliere Domenico Fontana

  2. Ponteggio per la decorazione delle volte da Castelli, e ponti di maestro Niccola Zabaglia con alcune ingegnose pratiche, e con la descrizione del trasporto dell'obelisco vaticano, e di altri del cavaliere Domenico Fontana

  3. Giovan Battista Nelli (attr.), ricostruzione dei ponteggi interni della cupola di Brunelleschi, seconda metà del XVII sec. Elena Capretti, Brunelleschi, 2001.

Il requisito dell’impalcatura priva di un appoggio a terra, richiama le immagini di imprese tecnicamente ardite, come quelle ideate da Nicola Zabaglia, maestro muratore della fabbrica di San Pietro, incolto capomastro arrivato a ottenere la nomina di architetto di San Pietro per l’arditezza tecnica e l’attenzione economica delle sue macchine.


Infine, la soluzione di problemi complessi nasce sempre dalla conoscenza delle esperienze del settore e dall’innesto di competenze correlate. 
Il settore abituato a risolvere i più complessi problemi logistici legati a movimentazioni di grandi carichi è storicamente quello della cantierizzazione navale. I progettisti hanno guardato ai portali semoventi dei cantieri navali e ne hanno tratto ispirazione e conferma. 
Qui in Galleria, competenze di antiche fabbriche unite a principi “industriali” sono stati applicati costituendo un importante esperimento di cantierizzazione fino ad ora mai adoperato.

IL PORTALE «SEMOVENTE» DI IMPRESA PERCASSI s.r.l. DA PONTEGGIO PER IL RESTAURO A STRUMENTO DI COMUNICAZIONE


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26.500 kg

il peso della struttura in carpenteria


Ponteggio 17
18.946 kg

il peso dei ponteggi


Ponteggio 18
46.446 kg

il peso totale del portale «semovente»

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2.868

il numero di rondelle impiegate per la costruzione

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1.370

il numero di dadi utilizzati per l’assemblaggio

Ponteggio 21
1.458

il numero di viti adoperati per il fissaggio


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21 giorni

e 15 metri l’intervallo di avanzamento


Ponteggio 23
15.000 ore

per il montaggio e lo spostamento

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4.293 ore

per la progettazione e la ricerca