Numeri 00

I numeri della Galleria

INFORMAZIONI ARCHITETTONICHE IN CIFRE

L’architettura della Galleria Vittorio Emanuele II, spiegata semplicemente in cifre. I suoi dettagli, l’unicità del suo progetto, la particolarità di ogni braccio, dell’Ottagono, dell’iconica cupola che lo sovrasta e da cui si sviluppano le coperture in vetro. Quelle coperture che fecero affermare al grande storico dell’architettura Nikolaus Pevsner, nel saggio “A History of Building Types” del 1976, che “in nessun altro modello architettonico, al di fuori della Galleria, si raggiungono vertici così alti”.

Numeri 01
19,62
(metri)
la lunghezza del braccio più corto
Numeri 02
105,10
(metri)
la lunghezza del braccio più lungo
Numeri 03
14,5
(metri)
la larghezza dei bracci
Numeri 04
32
(metri)
L'altezza dei bracci
Numeri 05
47
(metri)
l'altezza dell'Ottagono
Numeri 06
39
(metri)
il diametro della cupola
Numeri 07
38,50
(metri)
l'altezza dell'arco interno
Numeri 08
2,700
(mq)
la superficie piana

NUOVE PROPORZIONI NELLA STORIA

Forse non è così grande da poter vivere una vita intera al suo interno, come auspicava un affascinato Mark Twain sulle pagine di “A Tramp Abroad”, il diario di un lunghissimo viaggio europeo che lo portò a innamorarsi di Milano, ma di certo le dimensioni della Galleria Vittorio Emanuele II sono notevoli. Twain rimase folgorato dall’atmosfera aperta e di passaggio, dai “tavoli sulle strade di marmo”, dalle piccole folle a passeggio in una struttura coperta. In effetti, la Galleria fu un incredibile precedente architettonico, e la sua stazza venne eguagliata soltanto vent’anni dopo, da un’altra galleria. Qui potete ammirare il suo profilo di sezione paragonato a quelli di altre costruzioni simili, nate in epoche vicine.

I COSTI DELLA GALLERIA VITTORIO EMANUELE II

Per trovare i fondi sufficienti a rinnovare la Piazza del Duomo sarebbe stato necessario risparmiare “fino alla soglia dell’anno 2039”. Impensabile. A Milano non si addice il detto “la fatalità è la scusa delle anime senza volontà”. Insieme a Napoleone III, Vittorio Emanuele II varcò la porta della città da trionfatore, mentre i milanesi levavano, unanimi, il voto: “dedichiamo un’opera monumentale al primo Re d’Italia”.
Commosso da tanto ardore e sensibile al progetto di ridare splendore alla Piazza del Duomo, il sindaco ebbe l’idea di istituire una Lotteria Civica, convinto che l’introito sarebbe bastato a realizzare l’auspicio dei cittadini. Venti milioni di lire, una cifra enorme per l’epoca, ma purtroppo il grande affare non si rivelò affatto tale. Molti ritennero eccessivo pagare 10 lire per l’azzardo del gioco; rimase invenduto un terzo dei biglietti. Una miseria? Non proprio; bastava per continuare l'avventura.

Numeri 09

700.000 giornate per realizzare l’opera

3.558.865
lire
Numeri 10
PER SOMMINISTRAZIONI E LAVORI DI CAPO MASTRO
999.820
lire
Numeri 11
PER SOMMINISTRAZIONI DI FERRO E DI GHISA
405.041
lire
Numeri 12
PER SOMMINISTRAZIONI DI LEGNAME
802.304
lire
Numeri 13
PER SOMMINISTRAZIONI DI PIETRE, MARMI, BEOLE
326.404
lire
Numeri 14
PER DECORAZIONI IN TERRACOTTA, CEMENTO, LEGNO
4.308
lire
Numeri 15
PER PITTURE E IMBIANCATURE
15.134
lire
Numeri 16
PER LAVORI DI STUFISTA E CAMPANELLAIO
323.556
lire
Numeri 17
PER I LAVORI E LE SOMMINISTRAZIONI DEI VETRI
109.983
lire
Numeri 18
PER OPERE PREPARATORIE