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Concorsi e progetti per la nuova piazza del Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II. 1860-1863

Dopo decenni di progetti mancati e di proposte senza esito, l’annosa questione di rimodernare Piazza Duomo e di congiungerla direttamente con piazza della Scala tramite l’apertura di una nuova via, iniziava a farsi concreta grazie al “primo municipio italiano”, guidato dal sindaco Antonio Beretta.


Il 5 dicembre 1859 un decreto firmato dal re Vittorio Emanuele II autorizzava il Municipio ad emettere una lotteria di 2 milioni di biglietti a 10 lire l’uno, destinandone il ricavo netto all’iniziativa. Fu un escamotage non così redditizio come si auspicava, ma che ebbe il merito di far parlare molto la stampa e di rendere i Milanesi più informati e partecipi dei progetti municipali.

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  1. Biglietto e elenco dei premi nelle diverse giocate della “Lotteria civica per la nuova piazza del Duomo di Milano approvata con Regio Decreto 4 dicembre 1859”. Archivio Storico Banca Intesa San Paolo, Milano

  2. Giuseppe Mengoni, “Planimetria della nuova piazza del Duomo della nuova piazza del Duomo di Milano via Vittorio Emanuele e adiacenze unita al progetto col motto Dante”, 1862. Il progetto partecipa al II concorso indetto dal Municipio di Milano.Civica Raccolta di Stampe Bertarelli, Milano

Nell'aprile 1860 venne indetto un concorso di idee aperto a tutta la cittadinanza con lo scopo di sollecitare l’opinione pubblica e di raccogliere idee e suggerimenti da rielaborare in vista dei futuri interventi per la nuova Piazza Duomo. Vagliando le proposte più svariate e fantasiose e quelle più ragionevoli e concrete, un’apposita commissione municipale arrivò a decidere le linee fondamentali di un progetto che prevedeva, oltre alla sistemazione della piazza, una strada rettilinea a funzione prevalentemente commerciale, sia scoperta, sia “coperta a vetri”, sul sedime dell'attuale Galleria.

Su questa base, nel febbraio 1861, fu bandito un secondo concorso, aperto questa volta solo ai "cultori dell'arte architettonica". Tra i partecipanti, Giuseppe Mengoni, ingegnere-architetto emiliano formatosi a Bologna, il cui progetto (identificato dal motto "Dante"), rispettava molto da vicino le indicazioni del municipio, compresa l’alternativa tra via coperta e scoperta. Nessun progetto venne premiato, ma quello di Mengoni meritò una menzione per la sua concretezza e il suo realismo.

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  1. Giuseppe Mengoni, Progetto per “La nuova Piazza del Duomo e Via Vittorio Emanuele Approvato dal Consiglio Comunale di Milano”, 1863.

Nel 1863 venne bandito un terzo ultimo concorso a inviti, al quale partecipò Mengoni in rivalità con l'architetto milanese Giuseppe Pestagalli, professore all'Accademia di Belle Arti di Brera. Tra i due prevalse la proposta di Mengoni per la maggiore funzionalità, l’attenzione agli effetti scenografici del disegno urbano e la capacità di entrare in merito alla complessità del processo edilizio che una simile realizzazione avrebbe comportato. Il tracciato della strada, definitivamente diventata via commerciale con copertura in ferro e vetro, era in questa fase ancora ad un unico braccio, ma presentava già lo slargo ottagonale al centro del percorso. Il progetto fu approvato dal Consiglio comunale nelle sedute del 15-16 settembre 1863, ma non rappresentava la soluzione finale della Galleria, che venne definita l’anno successivo.

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  1. Biglietto e elenco dei premi nelle diverse giocate