E’ bensì vero che nelle sue ore d’orgoglio, quando contempla il suo Duomo e la sua Galleria, si pavoneggia e grida : Milan e poeu pù; ma poi riflettendo, ha il coraggio dei confronti con le altre città, specialmente straniere, e di confessare che molto cammino gli resta ancora da compiere.
Carlo Baravalle
Note funebri, in Mediolanum
Vallardi 1881
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Paolino e Lazzaro passarono un pomeriggio parallelo senza mai incontrarsi: un giro su via Torino, un’occhiata al Naviglio Grande come fosse il lungomare di Bari e un ultimo struscio dalle parti della Galleria per controllare se il Duomo fosse ancora lì.
Tommy Dibari, Fabio Di Credico
Non ho tempo da perdere
Cairo Editore 2012
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… bastava che passasse per una strada; figurarsi poi quando ad esser attraversate erano la Galleria, i Portici e la Piazza (non lo diceva per difendersi, lo diceva per capir finalmente qualcosa); e al fondo di tutti quegli sguardi, di tutti quegli inseguimenti, di tutti quegli inviti, di tutti quegli ammiccamenti, il denaro che brillava come conclusione d’un divertimento e d’un piacere che i più per provare dovevan invece pagar di persona.
Giovanni Testori
Il ponte della Ghisolfa
Feltrinelli 1958 ( ora Feltrinelli UE 2013)
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Meno male che c’è Clizia. Mi manda nel negozio Prada in Galleria, da Mark, responsabile del prestito dei vestiti a quelli che vanno in televisione. Clizia è il capo del personale, anche di Mark. Grazie a lei, Prada mi presterà gli abiti per le serate torinesi, aegherò solo le spese di lavanderia. Niente shopping finché non tornerò magra.
Annarita Briganti
Non chiedermi come sei nata
Cairo Editore 2014
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“Vedrai. Appena finisce la guerra prendiamo e ce ne andiamo a Milano sul serio. Via da ‘sto posto, via da quell’ostia di tuo padre, via da ogni cosa”. / “Ma se distruggono tutto…”. / “Ragione di più! Ci sarà tutto da ricostruire. Le fabbriche ricominceranno anche lì, ti pare? E tu farai la modista, invece di cucire stracci dalla Gilda”. / “Oh sì”, mormorò la Lucia. “Allo studio Covelli in corso Indipendenza. Devi vedere che meraviglia!”. / “E poi la sera andremo a bere il Campari in Galleria”.
Giorgio Fontana
Morte di un uomo felice
Sellerio, Palermo 2014
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«Tutta questa architettura contemporanea, fatta di cemento, ferro, vetro... ma come si può pensare di costruire una galleria fra il Duomo e la Scala? Vuoi, poi, che i milanesi non ti detestino? Voleva farne un simbolo della citta` ... che idiozia! Io questa architettura moderna proprio non la capisco.»
Gianni Biondillo
“Il cantiere”
da Strane storie, Guanda, 2012
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Paolo l’aspettava in Galleria, dalla parte di via Silvio Pellico, rannicchiato nel suo gramo soprabito estivo che il vento di gennaio gli incollava sulle gambe; ella arrivava lesta lesta, col manicotto sul viso rosso dal freddo; infilava il braccio sotto quello di lui, e si divertivano a contare i sassi, camminando adagio, con due o tre gradi di freddo.
Giovanni Verga
“Primavera”
da Primavera e altri racconti, Brigola, 1876(ora in Novelle, Feltrinelli 2013)
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Andrea mi ha cercato ieri sera, era stremato, non aveva voglia di perdere tempo, mi ha detto solo di vederci oggi da Biffi, in Galleria. Abita in corso Venezia, nella parte che guarda piazza San Babila. Alle tre l’aspetta, non so perché, l’assessore alla Sanità in piazza della Scala. Tra casa e Palazzo Marino, inserisce l’incontro con il suo caso umano. / Non mi ha mai portato a prendere un caffè.
Annarita Briganti
Non chiedermi come sei nata
Cairo Editore 2014
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Stavo immobile nel centro della Galleria, puntato là come la gamba ferma di un compasso, quando rividi la bionda. Attizzo il nodo della cravatta, mi abbottono la giacca sportiva (non vesto male), e con due balzi affianco la mia bella sconosciuta. / «Permette una parola?»
Giuseppe Marotta
Mal di Galleria
Bompiani, 1958
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Quando poteva Tarchetti andava volentieri al gran caffè aperto da poco in galleria Vittorio Emanuele, quello che fu poi il “Caffè Gnocchi” e più tardi il “Gambrinus”, dove convenivano gli scrittori del “Gazzettino rosa”: il Bizzoni, direttore, l’avvocato Billia, Carlo Tivaroni, Felice Cavallotti, l’economista Giacomo Raimondi, Felice Camerini, Eugenio Torelli Viollier (fondatore nel 1867 del “Corriere della Sera”), e, qualche volta, accanto a due tavolini accostati Emilio Treves, editore ee redattore politico della “Gazzetta di Milano”…
Salvatore Farina
Un segreto
Treves, 1869 (ora Zedda Editore, 2007)
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L'uscio a vetri del Ristorante Savini si aperse lasciando passare due signori che si fermarono un istante sulla soglia, quasi l'uno aspettasse dall'altro la prima mossa; ma poi contemporaneamente voltarono a destra verso l'ottagono della Galleria rialzando il bavero della pelliccia. / - Mi par che questo sia un posto terribile per le bronchiti. / - Avete ragione. Sarei dolente che un malanno di tal genere dovesse lasciarvi un brutto ricordo del clima milanese. Affrettiamo il passo.
Neera
Una passione
Fratelli Treves editori, 1929
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La gondola volante prese terra presso il vestibolo principale di quel superbo edifizio ideato dall’illustre Mengoni che un tempo si chiamava la Galleria Vittorio Emanuele.
Antonio Ghislanzoni
Abrakadabra. Storia dell’avvenire
Brigola, 1884 (ora Castello volante, 2012
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LA SIGNORA IGNAZIA … Lei di dov’è, caro Mangini? / MANGINI Io? Di Venezia, signora. / LA SIGNORA IGNAZIA Venezia? Ah Dio, Venezia, il mio sogno! E lei, lei, Pometti? / POMETTI Di Milano, io. / LA SIGNORA IGNAZIA Ah, Milano! Milan… Figuriamoci! El nost Milan… E io sono di Napoli; di Napoli che, senza fare offesa a Milano, dico, e salvando i meriti di Venezia, come natura, dico… un paradiso! Chiaja! Posillipo! Mi viene… mi viene da piangere, se ci penso… Cose! Cose!... Quel Vesuvio, Capri… E voi ci avete il Duomo, la Galleria, la Scala… E voi, già, Piazza San Marco, il Canal Grande… Cose! Cose!... mentre qua, tutte queste fetenzierie… E se fossero soltanto fuori, nelle strade!
Luigi Pirandello
Questa sera si recita a soggetto
1930 (ora in Feltrinelli 2014)
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Come parlare di crisi nella “città della Galleria” così prepotentemente solida e ardita nel suo sviluppo industriale e commerciale?
Orio Vergani
Teatro milanese
Guanda 1958
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… vedo mio padre Arturo arrivare dalla Galleria. Si ferma sotto il portico, vicino all’edicola e si guarda intorno. Gli faccio un cenno ma non mi vede. Cosa ci fa mio padre a quest’ora di sabato in piazza Duomo? / Poi arriva Anna. / Si ferma alle spalle di Arturo, io mi nascondo dietro il chiosco dei fiori. Lei guarda verso mio padre e sorride, li osservo da dietro una pianta frondosa. Anna allunga una mano e gli tocca la spalla, lui si volta ruotando il peso sul tacco del mocassino inglese. / La guarda. / Le circonda la vita con un braccio, si danno un bacio leggero sulle labbra. Lei lo prende sottobraccio e scompaiono insieme nella folla.
Federico Cavina
Solo colpa d’Alfredo
Cairo Editore 2012
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Milano, la bella, la simpatica Milano, la igienica splendida Milano, è decantata dai gaudenti per il suo Duomo, la sua Galleria, i suoi monumenti, le sue case di Beneficienza, i suoi palazzi, il suo ridente e sempre fiorito giardino, i suoi corsi spaziosi, le sue luminarie, le sue vie lunghe e larghe. Nessuno immaginerebbe di trovare in questa capitale morale, viottoli ove non scende mai raggio di sole, vicoli ignorati persino dal “cappellone” (sorvegliante), crocicchi ne’ quali si respira un’aura graveolente di miasmi micidiali, angiporti dove si è costretti a rimboccare i calzoni, tanto sono coperti di immondizie e di escrementi solidi e liquidi.
Paolo Valera
Milano sconosciuta
Milano 1880 (ora Lampi di stampa, 2005)
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A Milano passammo la maggior parte del tempo nella bella e vasta Loggia, o Galleria, o comunque si chiami. Isolati formati da alti e sontuosi palazzi nuovi, arricchiti da decorazioni e ingentiliti da statue; le strade delimitate da questi edifici, coperte da tetti di vetro posti a grande altezza; i marciapiedi di marmo liscio, venato, disposto in modo da creare raffinati motivi – tavolini disposti lungo queste strade di marmo, con persone sedute a mangiare, bere o fumare - gruppi di persone a passeggio – questa è la Galleria. Mi piacerebbe viverci per sempre. Le finestre dei ristoranti, sontuosi, sono aperte e mentre si mangia ci si gode il passeggio.
Mark Twain
A tramp abroad
American Publishing Co., 1880, (traduzione italiana, Vagabondo in Italia, Robin Edizioni, 2011)
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… alle otto, finalmente, sono davanti alla Galleria. Madeleine arriverà tra poco. Qui è pieno di gente che passa e gente che aspetta, di ogni forma e colore. Me li guardo tutti, dalla Galleria al Duomo, soffermandomi sulle donne. Se nascevo donna, penso, potevo risparmiare un sacco di tempo nella vita, perché non avrei dovuto osservare ogni creatura femminile che passa…
Federico Cavina
Solo colpa d’Alfredo
Cairo Editore 2012
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Sembravamo proprio una coppia, una bella coppia, e io fui ancora orgoglioso, di avere con me Anna, e che tutti me la guardassero. Pensai che sarebbe stata bene, Anna, dritta con le gambe robuste, dietro una barricata, proprio lì all’imbocco della Galleria.
Luciano Bianciardi
La vita agra
Rizzoli 1962 (ora Feltrinelli 2013)
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Passeggiai senza fretta per via Manzoni finchè il mio sguardo non fu catturato dall’imponente Galleria Vittorio Emanuele, entrai sotto le alte volte di vetro e raggiunsi l’ottagono centrale, dove sedetti in uno dei gruppi di sedie lì a disposizione.
Thomas Hardy
A changed Man
Harper & Brothers, 1913 (traduzione italiana, Un uomo cambiato, Nuova Editrice Berti, 2013)
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A me che venivo da Torino, “porca città” come diceva Mussolini, ma bellissima, fra collina fiumi e montagne, con le spalle coperte, di raro vento, di rara nebbia, di tramonti che incendiano il cielo “nell’ora vera di Torino”, come dice Gozzano, Milano sulle prime era sembrata bruttissima. Nessuna strada o viale diritti, non capivi dove fossero stati il cardo e il decumano, un Palazzo Reale modesto, dei navigli interrati o sporchi come cloache, attorno pianura nebbiosa. Solo quando arrivavo al centro e passavo per la Galleria del Corso sentivo come vibrare sotto i piedi un ronzio da centrale elettrica, sentivo nell’aria, nei volti, nei gesti una carica irresistibile.
Giorgio Bocca
Il provinciale
Mondadori, 1991 (ora Feltrinelli, 2007)
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Par di rivivere: la Galleria è tornata affollata!
Delio Tessa
“Il rianimarsi della metropoli”, in Critiche controvento
Pagine “ticinesi” 1934-1939, Casagrande 1990
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«Guerra! Guerra! » / Lorenzo è sotto la Galleria Vittorio Emanuele. Pietro è appiccicato a lui. Vengono spinti da decine di studenti che gridano e sventolano le bandiere con la croce uncinata. Dagli altoparlanti posizionati in vari punti arriva la voce di Mussolini.
Barbara Garlaschelli
Non ti voglio vicino
Frassinelli, Milano 2010
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E’ il cuore della città. La gente vi s’affolla da tutte le parti, continuamente, secondo le circostanze e le ore della giornata, e si riversa dai suoi quattro sbocchi stavo per dire nell’aorta e nelle arterie del grande organismo, tanto la sua rassomiglianza colle funzioni del cuore è evidente
Luigi Capuana
La Galleria Vittorio Emanuele
in Milano 1881, Ottino 1881 (ora Sellerio, 1991)
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Avevo voglia di comunicare. Chiamai Maria. / «Ehi Ferna’» esordì lei. / «Ci vediamo per fare due passi?» le chiesi. «Dove sei?». / «In libreria» mi disse. «In quella della Galleria.»
Francesca Colosi
Tutto è perduto fuorché l’amore
Cairo Editore 2010
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Uscimmo a due settimane da Natale in una Milano vestita di carta da regalo. Decidemmo per un aperitivo da Moscatelli in corso Garibaldi, andammo via dal lavoro spaiati e ci trovammo all’entrata della metropolitana. Non la prendemmo, camminammo nella mia passeggiata meneghina: corso di Porta Romana, Lo straniero l’aveva fulminata, proseguimmo per Missori. Come poteva non averlo letto prima?, attraversammo piazza Duomo e galleria Vittorio Emanuele, il protagonista era colpevole eppure avrebbe accettato di difenderlo, percorremmo Brera fino in corso Garibaldi, davvero avevo lavorato nel bar di Camus?
Marco Missiroli
Atti osceni in luoghi privati
Feltrinelli Editore 2015
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Cammina ancora, l’ex maresciallo, il quartiere lo entusiasma come un tempo, gli piace però osservare quel folclore giovanile (…). Ritorna in via Brera, raggiunge il ristorante giapponese che esibisce menù costosissimi, dall’altro lato della strada vede che l’ingresso dei tecnici della Scala è stato sporcato dalle bombolette spray. Davanti al Comune è stata pulita da poco la statua, el liter cui quatter bicier, Leonardo con i suoi quattro discepoli. Nell’esagono della Galleria la Sip sfavilla di luci e sembra un piccolo terminal.
Piero Colaprico, Pietro Valpreda
Quattro gocce d’acqua piovana
Marco Tropea Editore 2001 (ora in Le indagini del commissario Binda, Feltrinelli, 2013)
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Per il resto bisogna muoversi sempre su di un lato della strada, passando per i cortili, per i tetti, per le altane, sfondando ove necessario i muri divisori fra stanza e stanza, fra costruzione e costruzione. Così si combatte per le strade, oggi. Altro che barricate. E comunque la difesa non si organizzerebbe mai lì, all’imbocco della Galleria, o in capo alla strada. A mezza via si resiste…
Luciano Bianciardi
La vita agra
Rizzoli 1962 (ora Feltrinelli 2013)
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Una giornata piovosa di maggio. Le finestre, ch'eransi aperte, fidandosi nel nome del mese, avevano dovuto ritapparsi ai freschi postumi. La vecchia guardia dell'inverno... gelava ancora le sue ultime cartucce. La galleria Vittorio Emanuele era affollata. Potevano essere le due pomeridiane soltanto, eppure già in alcuni ammezzati brillavano dei lumi.
Ferdinando Fontana
Fra cantanti: racconti, Carlo Aliprandi
Milano 1895 (ora Lampi di stampa, 2004)
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Sicché finalmente appena nella sconfinata pianura bianca, fra tutte quelle linee uniformi, vi appare nel cielo smorto la guglia bianca del Duomo, il vostro pensiero si rifugia frettoloso nella vita allegra della grande città, in mezzo alla folla che si pigia sui marciapiedi, davanti ai negozi risplendenti di gas, sotto la tettoia sonora della Galleria, nella luce elettrica del Gnocchi,…
Giovanni Verga
I dintorni di Milano
in Milano 1881, Ottino 1881 (ora Sellerio, 1991)
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La Galleria Vittorio Emanuele è qualcosa di più e di meno d' una piazza. Le manca una consapevolezza di valori, morali e civili secolari, ma offre una intimità elegante di salotto che nessuna piazza, per quanto accogliente, potrebbe possedere
Franco Borsi e Geno Pampaloni
Le piazze
Istituto Geografico De Agostini, 197
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A questo pensava Guerini mentre, passeggiando davanti all’ingresso della Galleria Vittorio Emanuele, gettava una rapida occhiata ai titoli dei giornali della sera esposti in un piccolo baracchino che smerciava, oltre alle informazioni, orridi gadget turistici.
Biagio Goldstein Bolocan
Una guerra privata
Cairo Editore 2013
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